REBECCA MOCCIA. ANCESTORS SYNDROME

Ancestors Syndrome è la prima opera in metallo di Rebecca Moccia.
Modellata sulla base di una mappa geologica del Vesuvio conservata presso l’Archivio Russo Somma e ispirata alla storia della nonna dell’artista, costretta a migrare e a sposarsi dopo l’ultima eruzione del 1944, “è un monumento detritico e mobile alle nostre madri meridionali, umane e non umane”, afferma l’artista.

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L’installazione scultorea si configura come una rappresentazione esplosa di un’eredità emotiva, sociale e culturale che si tramanda involontariamente. Un monumento mobile e detritico, come questa eredità che, soprattutto nel caso di soggettività e territori subalterni, ci viene spesso consegnata sotto forma di tracce disorganiche e frammentarie.
Proseguendo l’interesse per la materialità dell’ emotional distress contemporaneo e per il suo legame con il sistema socio-economico neoliberale – avviato con il progetto Ministry of Loneliness (2022–2025) – l’opera inaugura un nuovo corpus di lavori e di ricerca dedicato all’esplorazione della nostalgia, intesa come dispositivo affettivo, economico e politico.

Nell’ultimo anno, la necessità di “operare un ricentramento e di esercitare uno sguardo più consapevole, a partire dalla propria esperienza personale, ha portato Rebecca Moccia a trascorrere molto più tempo a Napoli, città in cui è nata e dalla quale la sua famiglia è emigrata per lavoro.

Durante la ricerca presso l’Archivio Russo Somma, si è imbattuta in una mappa geologica del Vesuvio. La carta rappresenta la storia del vulcano  nel tempo e rispetto agli eventi eruttivi, come una stratificazione e non come una storia lineare:  una gamma artificiale di colori accesi applicati a una materia – il terreno lavico – che nella realtà è monocroma e nera.

Rebecca Moccia, b. 1992
Ancestors Syndrome, 2025
Coated aluminum
Variable dimensions

“Ne è nata una sorta di opera monumentale, che ragiona sul sedimento materiale e affettivo, e che ha come perno biografia, geografia e politica. Per me era importante legare alla storia personale anche quella sociale sulla condizione umana femminile, subalterna e meridionale.”

Nel giorno dell’anniversario dell’eruzione, l’artista ha ripercorso il tracciato della lava del 1944 sulle pendici del Vesuvio e in fonderia ne ha voluto replicare forma e sostanza, con un materiale incandescente e magmatico come l’alluminio, che cade e si deposita, si raffredda e si trasforma a contatto con l’aria in una forma imprevedibile, affascinante quanto pericolosa.

Rebecca Moccia, b. 1992
Ancestors Syndrome (Flow), 2025
Coated aluminum
Piece 1: 172 x 65 cm Piece 2: 51 x 80 cm

Anche per quanto riguarda il colore, il procedimento adottato è l’effetto di un processo di sedimentazione: con una tecnica simile alla patinatura, il colore originariamente osservato da Moccia sulla carta geologica dell’eruzione si è depositato sulla superficie dell’alluminio, seguendone le forme e sfuggendo alla bidimensionalità della rappresentazione archivistica. 

Completano l’installazione scultorea una serie di fotografie anamorfiche realizzate sul vulcano lungo il percorso della lava del 1944. Questa tipologia di lente, sviluppata originariamente in ambito militare e successivamente cinematografico, consente di ampliare il campo visivo umano catturando una grande quantità di informazioni, producendo tuttavia immagini compresse e distorte.

Rebecca Moccia, b. 1992
Ancestors Syndrome, 2026
Print on Canson Rag Photographique cotton paper, aluminum
23.2 x 29.7 cm - - 9 1/8 x 11 3/4 in
Rebecca Moccia, b. 1992
Ancestors Syndrome, 2026
Print on Canson Rag Photographique cotton paper, aluminum
23.2 x 29.7 cm - - 9 1/8 x 11 3/4 in

Queste immagini anticipano il video non-fiction Positionality Statement, concepito come dichiarazione posizionale dell’intera ricerca, che sarà presentato presso Temple Bar Gallery + Studios nel maggio 2026.

 

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