Da Aprile 12, 2024 a Aprile 14, 2024

MIART – 2024

CARLA ACCARDI | SALVATORE ASTORE | AGOSTINO BONALUMI | ALBERTO BURRI | ENRICO CASTELLANI | GIUSEPPE CAPOGROSSI | ANDREA FRANCOLINO | LUCIO FONTANA | HANS HARTUNG | GEORGES MATHIEU | REBECCA MOCCIA | NUNZIO | DAVID REIMONDO | SHIGERU SAITO | MARINELLA SENATORE

Mazzoleni è lieta di tornare nella sezione Established per la 28° edizione di Miart, dal titolo No Time No Space.

La presentazione include opere di artisti italiani e internazionali di diverse generazioni, che sfidano le convenzioni tradizionali della forma e della rappresentazione. Seppur con esiti formali differenti, le opere esposte condensano in “oggetti” tangibili significati e riferimenti simbolici rilevanti.

Miart 2024 | Booth B99-C100
12 – 14 aprile, 2024
VIP preview 11 Aprile 2024 (su invito)

Orari
12 e 13 aprile: dalle 11.30 alle 20.00
14 aprile: dalle 11.00 alle 19.00

Allianz MiCo, Pavilion 3
viale Scarampo, Milano

Carla Accardi, 1924 - 2014
Scacchiera verdeoro, 1974
Casein tempera on canvas
75 x 75 cm - - 29 1/2 x 29 1/2 in
Giuseppe Capogrossi, 1900 - 1972
Superficie 279, 1952
Oil on canvas
72 x 60 cm - - 28 3/8 x 23 5/8 in

Nel centenario della nascita di Carla Accardi (1924 – 2014), Mazzoleni presenta, tra le altre opere, Scacchiera verdeoro, 1974. Negli anni Settanta, il movimento libero del segno, arricchitosi di colore e frutto di una complessa elaborazione estetica, si trasforma in moduli che scandiscono e suddividono la superficie dell’opera in una scacchiera narrativa, che alterna il positivo al negativo e nella quale segno, spazio e ritmo si compongono nell’alfabeto pittorico dell’artista.

Di una generazione precedente rispetto a Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi (1900-1972) espone nel gennaio 1950 alla galleria del Secolo di Roma le sue Superfici, in cui compare per la prima volta il segno che sarebbe diventato la sigla emblematica di tutta la sua produzione successiva. In Superficie 279 (1952), il segno incontra lo spazio della superficie in una dialettica di bianco e nero giocata in una rigorosa bidimensionalità.

Agostino Bonalumi, 1935 - 2013
Rosso, 2008
Acrylic on shaped canvas
100 x 95 cm - 39 3/8 x 37 3/8 in

Dopo il successo della mostra Agostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze nel 2023, una grande retrospettiva in occasione del 10° anniversario della morte dell’artista, viene esposta una selezione delle sue note “estroflessioni”. Ogni opera di Bonalumi (1935-2013) nasce da un dialogo di pressioni interne e resistenze esterne a cui la superficie della tela si oppone. Nero, 1967, non fa eccezione: pressioni, tensioni, spinte sono le forze in gioco che conducono l’artista a concepire la tela come spazio – oggetto, in una geometria indefinita che coinvolge lo spettatore nello spazio dell’opera.

Marinella Senatore, 1977
Opera!, 2023
Collage and gold leaf on wood panel
27 x 21.5 cm each - - 10 5/8 x 8 1/2 in each

Forze di diversa natura, ma altrettanto potenti, muovono la ricerca di Marinella Senatore (1977): le energie che emanano dal suo lavoro sulle comunità grazie alla School of Narrative Dance si riverberano in tutte le sue opere. Insieme ad una nuova scultura luminosa, prodotta per la fiera, sarà esposto anche un nuovo collage – I nuovi mostri, 2024.

Shigeru Saito, 1974
Intellection, 2023
stainless steel 316, LED 230W
69.6 x 30 x 30 cm - - 27 3/8 x 11 3/4 x 11 3/4 in

Nel lavoro di Shigeru Saito (1974), è lo stretto rapporto con la materia e la sua presenza nello spazio a formalizzarsi in forme scultoree. La capacità di piegare i materiali, quali il metallo e la luce, alla volontà plastica dell’artista è peculiare nella ricerca di Saito. Realizza così opere che oscillano tra il minimalismo della composizione e il virtuosismo geometrico, come nell’opera inedita Intellection, 2023.

Andrea Francolino, b. 1979
, 2024
Concrete, wood and lapis lazuli
106.5 x 106.5 cm - - 41 7/8 x 41 7/8 in
Andrea Francolino, b. 1979
, 2024
Concrete, wood and earth dust
106.5 x 106.5 cm - - 41 7/8 x 41 7/8 in

Andrea Francolino (1979) presenta alcuni nuovi lavori della serie in cemento. Nella sua ricerca, il segno che si fissa sulla materia mostra l’affinità tra una piccola frattura vicino a noi e gli stessi schemi in una costa oceanica o nel profilo di una catena montuosa, come nelle opere M2, 2024, in cemento e oro, lapislazzuli e polvere di terra.

David Reimondo, b. 1973
Gina Pane, 2024
Book, wood, glass, speakers, mp3 player
64 x 49 x 10 cm - 25 1/4 x 19 1/4 x 4 in

In fiera anche due nuovi lavori di David Reimondo (1973), la cui mostra personale attualmente in corso presso la galleria di Torino indaga la Cromofonetica, una personale teoria del colore che unisce la fonetica e il visivo.

Rebecca Moccia, b. 1992
Cold as you are (Tojinbo), 2023
Thermal picture printed on Hahnemühle paper mounted on aluminum, sections of aluminum tubes
85 x 160 cm (overall dimension)

Di Rebecca Moccia (1992) verrà presentata un’importante opera della serie delle fotografie termiche Cold As You Are, esposta per la prima volta nel 2023 in occasione della premiazione finale del Premio Cairo.

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