Massimo Vitali

Fin dai tempi della scuola mi sono interessato alla fotografia e il mio interesse è durato nel tempo, sia pure con alti e bassi. Non più giovanissimo ho cominciato a rendermi conto che solo seguendo concetti rigorosi avrei finalmente realizzato quello che avevo cercato per tutta la mia vita. Fortunatamente i miei cinquant’anni hanno coinciso con la fotografia che diventava arte contemporanea. Sono salito sul carrozzone e forse mi è andata bene.

Classe 1944, Vitali riceve in regalo la sua prima macchina fotografica a 12 anni. Dapprima reportagista, poi direttore della fotografia in ambito cinematografico, a inizio anni Novanta si orienta sul grande formato, e su immagini “pensate”, strutturate che non ricercano il momento decisivo, bensì che prendono forma dal tempo dell’attesa e da uno sguardo analitico che non lascia nulla al caso.
Nell’estate del 1994, scatta la sua prima fotografia in spiaggia a Marina di Pietrasanta. È la testata d’angolo, che segna l’inizio di una fortunata serie, che nei decenni lo ha consacrato come uno dei maggiori fotografi sulla scena internazionale. Qui compaiono già tutti gli elementi che caratterizzeranno il modus operandi di Vitali negli anni a venire. Il cavalletto, o meglio la piattaforma su cui l’artista si colloca è in acqua davanti alla battigia, rialzata rispetto al litorale di 5/6 metri. La macchina fotografica, l’unica che gli è rimasta dopo il furto di tutta la sua apparecchiatura, è una camera di grande formato (20×25), che determina l’impostazione narrativa dello scatto consentendogli di registrare con precisione ogni dettaglio. Di fronte a lui una pièce teatrale messa in scena da attori inconsapevoli, immortalati in un numero smisurato di minuscoli episodi.
L’artista, mosso da un intento sociologico e da spirito voyeuristico, individua la spiaggia come luogo privilegiato per compilare un manuale socio-antropologico dell’identità italiana. La visione frontale e la posizione sopraelevata gli consentono di cogliere ampi scorci paesaggistici e allo stesso tempo di addentrarsi nell’intimità delle interazioni umane.


Sebbene il litorale di Vitali sia un puzzle chiassoso e colorato di bagnanti, costumi, sdraio e lettini, l’immagine nitidissima che ne risulta porta con sé la consapevolezza della storia dell’arte: il realismo descrittivo e minuzioso dell’ars nova fiamminga, la prospettiva rinascimentale, le scene panoramiche dei vedutisti settecenteschi, e naturalmente alcune iconografie classiche della pittura italiana ed europea, come quelle del bagnante e del tuffatore. Dietro l’apparente banalità di queste scene si nasconde la fenomenologia comportamentale della società contemporanea e i suoi cambiamenti nel tempo.
Le spiagge in molti casi sono litorali urbanizzati (Viareggio, Catania) o industrializzati. Rosignano Solvey, piccolo comune in provincia di Livorno sulla costa Toscana, compare per la prima volta nelle fotografie di Vitali nel 1995 (Rosignano Fins).
Nei primi anni Duemila, Vitali ritorna su quelle spiagge per registrare abitudini e cambiamenti dell’umanità che ritrae, e poi ancora nell’estate 2020, quando l’artista intraprende un tour tutto italiano per osservare cosa è mutato nello stile di vita degli italiani in un’estate atipica che seguiva tre mesi di lockdown. Tra le altre fotografie scattate in quei mesi del 2020, le prime immagini catturate sui litorali vicino a casa (Foce del Serchio Mirage Marina di Massa capannina bianca – Vogue hope) sono molto lontane dall’esuberante vitalità dei precedenti scatti di assembramenti di vacanzieri. L’occhio vigile del fotografo mantiene il consueto distacco e immortala un caleidoscopio di piccoli mondi con una ricchezza di particolari che richiede all’osservatore una lettura prolungata.
Le sue immagini a colori sono state esposte in tutto il mondo in importanti musei e fondazioni tra cui il: Solomon R. Guggenheim Museum (New York), Centro de Arte Reina Sofia, (Madrid), Stedelijk Museum (Amsterdam), Centre Pompidou (Parigi), National d’Art Moderne (Parigi), Museo Luigi Pecci (Prato), Museo d’Arte Contemporanea (Denver), per citarne solo alcuni.
Ha svolto numerosi lavori editoriali per importanti testate tra cui New York Times, Vanity Fair, Condé Nast, National Geographic, Vogue Italia, Wallpaper, Wall Street Journal, Financial Times.
Attualmente vive e lavora a Lucca.

Cover: photo by Alberto Zanetti

Gallery

Massimo Vitali, b. 1944
Carcavelos Pier Paddle, 2016
Lightjet print from original digital file on photographic paper - Diasec with wooden frame
187 x 247 x 6 cm (framed) - - 73 5/8 x 97 1/4 x 2 3/8 in
Massimo Vitali, b. 1944
Rosignano Fins, 1995
Lightjet print on photographic paper from drum scan of original negative - Diasec Mount with wooden frame
185 x 234 cm (framed) - - 72 7/8 x 92 1/8 in
Massimo Vitali, 1944
Plage des Catalans Green Turtle, 2017
Lightjet print from original digital file on photographic paper - Diasec with wooden frame
h 187.1 x 247.6 cm (framed) - - 71 1/2 x 95 1/4 in
Massimo Vitali, b. 1944
Monopoli Sunrise, 2022
Inkjet print in Diasec mount with wooden frame
150 x 200 cm - - 59 x 78 3/4 in
Massimo Vitali, b. 1944
Monopoli Flash, 2022
Inkjet print in Diasec mount with wooden frame
90 x 120 cm - - 35 3/8 x 47 1/4 in

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Carcavelos Pier Paddle, 2016
180 x 241 cm
Desiata Shoe, 2017
187 x 247.5 cm
Rosignano Fins, 1995
180 x 228.5 cm
Rosignano Milk Maddalena Penitente, 2020
181 x 242 cm

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