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Massimo Vitali

Friche de la Belle de Mai On Air

2017

Edizione di 6 più 2 A.P.
Stampa lightjet da file digitale su carta fotografica-Diasec con cornice in legno
181.5 x 242 cm
71 1/2 x 95 1/4 in
Inquire

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Marsiglia è una città che effettivamente ha avuto uno dei momenti in cui l’architettura ha dato molto in ogni senso alla vita dei cittadini. Dalla Cité radieuse alle opere che sono state fatte più recentemente, come la riqualificazione del porto antico di Norman Foster e il Museo del MUCEM. Partendo dal modello dell’Unité d’Habitation, che ha ispirato un nuovo modello di vita comune, diverso dai normali condomini, si è andati avanti con lo stesso spirito. Ad esempio, La Friche de la belle de mai, è una vecchia fabbrica di tabacchi di cinque o sei piani abbandonata che oggi è stata ripresa dalla città ed è diventato un polo per le arti. Anche qui si è dato un senso all’edificio, che si è animato con un’attività sociale allo stesso tempo alternativa e culturale, e anche questo rappresenta un momento importante per la città. L’edificio è un luogo dove si attua quell’equilibrio fra potere e stato come d’altra parte era già avvenuto negli anni del dopoguerra quando Le Corbusier aveva lavorato su quel progetto. Il principio è sempre quello e corrisponde a un equilibrio fra il potere dello stato centrale in relazione alla volontà della gente, del popolo. Secondo un’idea centrale per lo stato francese, tanto più a Marsiglia città e porto di mare dove lo stato doveva intervenire per rendere la comunità e la gente un po’ più tranquilla. Ad esempio, tutti e 337 gli appartamenti dell’Unitè d’Habitation sono stati progettati su due piani, come dei piccoli villini incastrati uno nell’altro, ed era una cosa rivoluzionaria all’interno di un grande palazzo popolare, proprio perché la gente potesse sentirsi all’interno di un nucleo bifamiliare e non come in un grattacielo. La mia foto di Le Corbusier è stata presa quasi per caso sul tetto dell’Unité d’Habitation, dove ancora fanno yoga. Stavamo litigando per cercare di ottenerne l’accesso, quando sono arrivati i condomini che fanno ginnastica. È una foto in cui abbiamo colto la palla al balzo, perché ci siamo accodati a questa comitiva che andava lì a fare ginnastica svedese per aggirare quelli della sorveglianza, che non volevano farci entrare per fare le foto sul tetto; così ci siamo messi d’accordo con loro e siamo riusciti ed entrare… ed è venuta così.

 

Massimo Vitali intervistato da Mirta d’Argenzio, La città radiosa, 2019