Wifredo Lam

“La mia arte è un atto di decolonizzazione.”

Wifredo Lam nasce a Sagua La Grande (Cuba) nel 1902. Figlio di padre cinese e di madre con origini afro-spagnole, Wilfredo (che cambierà nome in Wifredo nel 1924) sviluppa sin dalla giovinezza una forte inclinazione per il disegno, che lo porterà prima a studiare i grandi maestri europei (Leonardo da Vinci, Goya, Velasquez e Delacroix) e, successivamente, a iscriversi alla Escuela Profesional de Pintura y Escultura, Academia de San Alejandro all’Avana.
Nel 1923, dopo aver tenuto la sua prima personale a L’Avana, vince una borsa di studio per recarsi in Europa. A ventun anni si trasferisce a Madrid, dove frequenta la Escuela Libre de Paisaje ed entra in contatto con le idee e i movimenti dell’arte moderna, che lo portano a riflettere sulle correlazioni tra l’arte occidentale e quella allora chiamata “primitiva”, che rappresentava per lui un insieme di immagini, gesti e forme visti e vissuti nella sua infanzia. In questi anni è alla ricerca del proprio stile e si dedica soprattutto a ritratti e paesaggi; si inserisce nell’ambiente culturale madrileno ed espone presso gallerie locali.
Nel 1938 decide di partire per Parigi, dove conoscerà Picasso: i due, pur partendo da ricerche molto diverse, avevano ottenuto esiti formali simili; questo porterà al nascere tra i due di una profonda sintonia e all’inserimento di Lam nei circoli parigini di pittori, critici e poeti, dove conoscerà anche André Breton e il movimento Surrealista. Qualche anno dopo essersi trasferito in Francia, arriva la sua prima personale presso la Galerie Pierre, alla quale segue la collettiva con Picasso alla Perls Gallery di New York.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale è costretto a tornare a Cuba dopo diciotto anni: è l’inizio di una fase molto proficua per la sua ricerca, caratterizzata da un’esplorazione approfondita della cultura Afro-Cubana e dei suoi rituali, attraverso i racconti dei familiari e i propri ricordi di infanzia; la riscoperta delle sue radici lo porta a reinventare la propria pratica pittorica, creando un immaginario che sottrae “al sogno di esotismo che assillava la pittura occidentale” unendo elementi dei movimenti artistici europei (Cubismo e Surrealismo) all’arte Afro-Cubana.
Dal 1942 espone regolarmente presso la Pierre Matisse Gallery di New York e tra gli anni ’40 e ’50 le sue opere sono presentate in prestigiose collettive all’Institute of Modern Art di Boston, al MoMA di New York e alla Liljevalchs Konsthall di Stoccolma; a queste mostre si aggiungono la partecipazione al Salon de Mai (dal 1954 al 1982), a Documenta II a Kassel (1959) e alla Biennale di Venezia (1972).


A partire dagli anni ‘50 è invitato agli Incontri Internazionali di Scultura e Ceramica che si svolgono ad Albisola Marina; qui entra in contatto con gli artisti del Movimento Nucleare e con collezionisti internazionali, tra i quali Giovanni e Anna Pia Mazzoleni. A seguito di questi incontri Lam inizierà a lavorare la ceramica, semplificando il suo stile per adattarlo alle necessità tecniche del materiale.
Negli anni Sessanta tiene numerose personali in America, in Italia e in Francia e nel 1964 vince il Guggenheim International Award.
Nel corso degli anni Settanta la sua produzione è caratterizzata dal ritorno a colori accesi e dalla lavorazione delle terrecotte, esposte per la prima volta nel 1975 al Museo della Ceramica di Albisola; vengono inoltre pubblicate diverse monografie tradotte in più lingue, a testimonianza della fama internazionale raggi\unta e a celebrazione della sua carriera, che si concluderà con la sua morte a Parigi nel 1982.
Ad oggi considerato una delle figure pionieristiche del modernismo nonché figura anticipatrice della sensibilità contemporanea sul tema del decolonialismo, le sue opere sono presenti in collezioni di tutto il mondo, tra cui il MoMA e il Guggenheim Museum di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e il Contemporary Art Center Wifredo Lam a L’Avana. In Italia i suoi lavori si trovano nelle collezioni permanenti di importanti istituzioni, tra cui il Museo della Ceramica di Savona, il MuDA di Albisola Marina e il Museo del Novecento di Milano.

Fonte: Luciano Caprile (a cura di), Wifredo Lam. Cuba Italia. Un percorso, Silvana Ed., Cinisello Balsamo, 2002
https://www.wifredolam.org/it/

Gallery

Wifredo Lam, 1902 -1982
Femme Cheval, 1966
Oil on canvas
86.4 x 109 cm - - 34 x 43 in

Video

Publication

    Inquire

    Add Your Heading Text Here

    >