Da Giugno 18, 2026 a Giugno 21, 2026

Art Basel Unlimited 2026 | Agostino Bonalumi

Unlimited | U22
VIP Preview (by invitation only):  15 – 17 giugno
Public Days: 18 – 21 giugno

In occasione del 40° anniversario della galleria, e in collaborazione con l’Archivio Bonalumi, Mazzoleni è lieta di presentare Agostino Bonalumi, Struttura modulare bianca, 1970, ad Art Basel Unlimited 2026.

Concepita nel 1970 per la sala personale dell’artista alla XXXV Biennale di Venezia, Struttura modulare bianca si configura come un organismo verticale e modulare che si sviluppa nello spazio attraverso ripetizione e ritmo, mettendo in relazione struttura seriale e dimensione scultorea monumentale.

 

L’opera nasce in un momento di forte interesse verso l’arte ambientale, successivo alla mostra Lo spazio dell’immagine (Foligno, 1967), in cui Bonalumi esponeva accanto a Lucio Fontana, Enrico Castellani, Luciano Fabro, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto e Paolo Scheggi. Questa partecipazione segna una svolta nella pratica dell’artista e ridefinisce il ruolo che l’artista assegna  allo spettatore nello spazio.

Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Lucio Fontana. Credits: Archivio Bonalumi
Struttura modulare bianca allestita all’aperto. Credits: Archivio Bonalumi

“Sognavo attraverso l’arte di carpire i misteri delle ombre della natura e poi portarmele in casa e contemplare queste cose.”

Alla Biennale di Venezia del 1970, Struttura modulare bianca viene presentata come un’opera ambientale articolata tra suolo e sospensione. Composta da 29 moduli in vetroresina e nitro, ciascuno di 80 × 100 × 70 cm, l’opera rappresentava una tappa fondamentale nella ricerca spaziale e concettuale di Bonalumi. Non più concepita come elemento passivo, essa emerge come organismo autonomo capace di espandersi nello spazio.

L’uso del bianco assume qui una funzione concettuale: eliminando il colore come elemento espressivo, Bonalumi concentra l’attenzione sulla dialettica tra pieno e vuoto, luce e ombra, presenza e sospensione. La modularità genera una sorprendente complessità visiva: l’opera va esperita, attivata dal movimento dello spettatore, che diventa parte integrante del dispositivo spaziale innescandone la vibrazione geomorfica.

Struttura modulare bianca, 1970 Installation view, 35th Venice Biennale, 1970. Credits: Foto Archivio Storico delle Arti Contemporanee
Struttura modulare bianca, Palazzo Broletto, Lodi, 1972, Credits: Archivio Bonalumi

Dopo la prima presentazione, l’opera è stata esposta in diverse configurazioni, tra cui a Lodi (1972), alla XII Biennale Middelheim di Anversa (1973), e più recentemente a Palazzo Reale a Milano (2018) e da Mazzoleni a Torino (2023).

Giovanni e Anna Pia Mazzoleni incontrano per la prima volta il lavoro di Bonalumi nel 1970, in occasione di una mostra personale alla Galleria La Bussola di Torino, iniziando ad acquisirne opere nella loro collezione.

 

L’opportunità di collaborare con l’artista si presenta all’inizio degli anni 2000, quando la galleria e l’artista iniziano una proficua collaborazione che consoliderà anche attraverso una profonda amicizia. Questo legame prosegue ancora oggi: Mazzoleni rappresenta l’Estate dell’artista, mentre la famiglia cura l’Archivio Bonalumi.

Agostino Bonalumi. Il Teatro delle Forze. Installation view, © Alto Piano, photo / foto Agostino Osio
Agostino Bonalumi, 1935 - 2013
Struttura modulare bianca, 1970
Fiberglass and nitro
80 x 100 x 70 cm (each module) - - 31 1/2 x 39 3/8 x 27 1/2 in (each module)
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