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19 Marzo 2026

Rebecca Moccia, Nostalgism

Mazzoleni è lieta di annunciare la nuova mostra personale di Rebecca Moccia presso Temple Bar Gallery + Studios.

Il nuovo progetto multidisciplinare di Rebecca Moccia esplora la nostalgia come tratto caratteristico dell’ansia contemporanea e la sua strumentalizzazione all’interno dei sistemi socio‑economici neoliberali. Partendo dalla propria esperienza personale e dalle origini familiari e geografiche legate alla città di Napoli, e dalle divisioni economiche e di classe che storicamente sono emerse – e tuttora persistono – tra il nord e il sud Italia, Moccia indaga la costruzione dell’identità culturale così come definita dai contesti sociali e politici, locali e nazionali.

Il manifestarsi della nostalgia rispecchia le basi della modernizzazione occidentale e l’inizio della Rivoluzione Industriale. La sua associazione alla sensazione di malinconia per la propria casa è divenuta, nel tempo, anche espressione di un desiderio rivolto a spazi fisici lontani per coloro che sono stati separati dal proprio luogo d’origine attraverso migrazioni, lavoro o servizio militare. Mettendo da parte la dimensione sentimentale, Moccia mette in luce come la nostalgia venga utilizzata per governare e orientare le emozioni, evocando storie idealizzate e alimentando interessi ideologici e nazionalistici. L’artista propone letture alternative della nostalgia, che destabilizzano la narrativa del progresso immaginando possibilità future in opposizione ai modelli di potere consolidati. Adotta una prospettiva situata, tornando nel luogo generazionale della propria famiglia per ritrovarsi all’interno delle eredità materiali ed emotive del contesto in cui si è formata la sua visione del mondo.

La mostra di Moccia complica intenzionalmente gli strati sedimentati di nostalgia culturale e sociale, dispiegandosi attraverso disgiunzioni e accumulazioni invece che mediante coerenza o una conclusione univoca.

La mostra è realizzata in partnership con Careof, Milano. La nuova opera video di Moccia è supportata da Collezione Agovino, Napoli; WHITESPACE Projects/Napoli; Istituto Italiano di Cultura, Dublino; Careof, Milano.

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