{"id":569,"date":"2015-09-02T06:58:15","date_gmt":"2015-09-02T06:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/mazzoleniart.com\/?post_type=elenco_artisti&#038;p=569"},"modified":"2026-03-10T17:13:24","modified_gmt":"2026-03-10T16:13:24","slug":"piero-dorazio","status":"publish","type":"elenco_artisti","link":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/elenco_artisti\/piero-dorazio\/","title":{"rendered":"Piero Dorazio"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Nel linguaggio degli artisti la pittura \u00e8 un modo di scrivere la storia.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Piero Dorazio, La fantasia dell\u2019arte nella vita moderna, 1955<\/p>\n<p><strong>Piero Dorazio<\/strong> nasce a Roma nel 1927. Dopo gli studi di architettura, ventenne si avvicina alla pittura grazie alla frequentazione dello studio di Aldo Bendinelli, interessandosi negli anni successivi all\u2019astrattismo. Nel 1946 partecipa al Gruppo Arte Sociale di Perilli, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini, fino alla stesura del suo manifesto nel 1947, e collabora alle prime mostre di Forma 1 insieme a Consagra, Turcato, Accardi e Sanfilippo. Va a Parigi con Guerrini e grazie alla mediazione di Severini, entra in contatto con l\u2019avanguardia francese. Nel \u201950 insieme a Perilli e Guerrini apre la galleria-libreria L\u2019Age d\u2019or in via del Babuino a Roma, \u00a0per diffondere il verbo astratto. Partecipa alla sua prima Biennale di Venezia su invito di Prampolini nel 1952. Nasce la Fondazione Origine dalla fusione del gruppo di Age d\u2019or con Origine di Ballocco, Burri, Capogrossi e Colla. L\u2019anno dopo \u00e8 in America dove frequenta De Kooning, Rotkho, Pollock e Barney Newman, partecipando al Summer International Seminar della Harvard University e tenendo una personale alla Wittenborn One-Wall Gallery di New York. Incontra anche Hans Richter, un\u2019amicizia che durer\u00e0 tutta la vita: i film sui ritmi astratti influenzeranno molto il suo stile, lontano dall\u2019Informale e anche dall\u2019Espressionismo gestuale. Dorazio, infatti, si affida a un reticolo trasparente di strutture cromatiche sovrapposte che vanno a reinventare lo spazio-superficie, una tessitura composta di linee in orizzontale, verticale, diagonale. <!--more-->\u201cLa luce \u2013 dice \u2013 \u00e8 un fenomeno non solo fisico, ma psichico e biologico che non ha nulla a che fare con la ragione e che magari \u00e8 prodotto da forme di mutazione o di espansione dell\u2019energia negli spazi cosmici. Sia la luce che la penombra, l\u2019ombra o il buio inducono degli stati d\u2019animo. Per questo, \u00e8 una componente essenziale dei mezzi di espressione nelle arti visive\u201d. Dalla fine degli anni quaranta \u00e8 presente e attivo in diverse citt\u00e0 quali Parigi, Praga, Harvard e Berlino, fino al decennio 1960-1970 in cui dirige il dipartimento delle Belle Arti dell\u2019Universit\u00e0 di Pennsylvania, soggiorno inframmezzato da parentesi in Italia e altrove (otto mesi a Berlino nel 1968). Tiene personali e nel \u201960 \u00e8 alla Biennale di Venezia (presenta tele monocrome ricoperte da fitte trame lineari che lo avvicinano al minimalismo americano), nel 1966 e nel 1988, a Londra, a New York, in Svizzera e Germania.<br \/>\nNel 1966, espone alla Galerie Im Erker, a Saint Gallen, dove instaura con Giuseppe Ungaretti un fiorente sodalizio artistico: per l\u2019occasione il poeta scrive il testo del catalogo e l\u2019anno successivo Dorazio realizza una serie di grafiche per accompagnare la raccolta\u00a0La luce\u00a0di Ungaretti. Nel 1970 cura la retrospettiva di Rothko alla Biennale di Venezia. Nel 1974 si stabilisce a Todi dove lavora e insegna nella Scuola Atelier per la Ceramica moderna e nel proprio studio. Nei primi anni ottanta partecipa a una grande mostra presso il Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris poi nei principali musei americani e infine alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma. Nel 1985 e nel 1986 espone a Tokyo e a Osaka. Fra il 1993 e il 1996 sviluppa il progetto sull\u2019esecuzione di cinquanta mosaici di artisti internazionali nella metropolitana di Roma. Nel 2004 la Pinacoteca di Locarno gli dedica un\u2019ampia retrospettiva. Sue opere sono esposte in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Gallery di Londra, la Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino e il Fine Arts Museum di San Francisco in California. Piero Dorazio muore a Todi nel 2005.<\/p>\n","protected":false},"template":"","ruolo_artista":[11],"class_list":["post-569","elenco_artisti","type-elenco_artisti","status-publish","hentry","ruolo_artista-artists"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti"}],"about":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/elenco_artisti"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/569\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22808,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/569\/revisions\/22808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"ruolo_artista","embeddable":true,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/ruolo_artista?post=569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}