{"id":565,"date":"2015-09-02T06:54:55","date_gmt":"2015-09-02T06:54:55","guid":{"rendered":"https:\/\/mazzoleniart.com\/?post_type=elenco_artisti&#038;p=565"},"modified":"2019-06-06T10:33:52","modified_gmt":"2019-06-06T10:33:52","slug":"gianni-colombo","status":"publish","type":"elenco_artisti","link":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/elenco_artisti\/gianni-colombo\/","title":{"rendered":"Gianni Colombo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gianni Colombo nasce a Milano nel 1937. Studia all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, sperimentando materiali e linguaggi diversi, dalla ceramica alla grafica, dalla fotografia al cinema, e realizzando, per influenza della lezione di Lucio Fontana, opere polimateriche e rilievi monocromi in ovatta che, nel 1959, espone alla galleria Azimut di Milano, spazio espositivo\u00a0alla cui realizzazione collabora con Piero Manzoni, Enrico Castellani, Giovanni Anceschi, Davide Boriani e Gabriele De Vecchi. Sempre in quell\u2019anno, a Milano, Gianni Colombo fonda con Anceschi, Boriani e De Vecchi il Gruppo T (nel quale entrer\u00e0, dall\u2019anno successivo, anche Grazia Varisco), le cui manifestazioni collettive e personali prenderanno il titolo di <em>Miriorama<\/em> (mille immagini), numerate progressivamente per sottolineare la continuit\u00e0 di un programma comune che orienter\u00e0 per diversi anni il lavoro del gruppo, recuperando temi delle avanguardie storiche (in particolare di futuristi, dadaisti e costruttivisti), rielaborati in funzione delle sperimentazioni e delle ricerche artistiche pi\u00f9 recenti: lo Spazialismo di Lucio Fontana e i suoi <em>Ambienti<\/em>, le <em>Macchine inutili<\/em> di Munari e Tinguely, le <em>Linee<\/em> e gli <em>Achromes<\/em> di Manzoni. Il fine del gruppo \u00e8 quello di abolire ogni frontiera statica tra pittura, scultura e architettura.<br \/>\nNel 1960, con <em>Miriorama 4<\/em>, si ha la prima mostra personale di Gianni Colombo alla Galleria Pater di Milano, mostra in cui espone l&#8217;artista le sue prime opere cinetiche: le <em>Superfici in variazione<\/em> ed i <em>Rilievi intermutabili<\/em>. La volont\u00e0 di superare la concezione tradizionale di opera d\u2019arte porta Gianni Colombo a sperimentare nuove strutture percettive attraverso giochi di luce, realizzando opere mediante plexiglass (<em>Crono-cromo-strutture<\/em>), proiezioni di luce su specchi posti in vibrazione (<em>Sismostrutture<\/em>), forme e movimenti virtuali apparenti, con strutture a movimento rapido (<em>Strutturazione acentrica, Roto-optic<\/em>), immagini postume prodotte da flashes ritmici attraverso schermi perforati rotanti (<em>After-structures, After-points<\/em>).<br \/>\nNel 1962, i componenti del Gruppo T partecipano, a titolo individuale, all\u2019organizzazione dell\u2019esposizione <em>Arte programmata,<\/em> una mostra itinerante organizzata da Bruno Munari e presentata tra il 1962 e il 1965 nei Negozi Olivetti di Milano, Roma, Venezia, poi in gallerie e musei a Londra, in Giappone, in Germania e in varie citt\u00e0 degli Stati Uniti.<br \/>\nNel 1963 Gianni Colombo \u00e8 invitato, con tutti gli artisti cinetico-programmati, alla IV Biennale di San Marino,<em> Oltre l\u2019informale<\/em>. Nel 1964, a Parigi, al Mus\u00e9e des Arts D\u00e9coratifs del Louvre, in occasione dell\u2019esposizione <em>Nouvelle Tendance<\/em>, realizza il suo primo ambiente abitabile, <em>Strutturazione cinevisuale abitabile<\/em>. L&#8217;anno dopo partecipa a Nul \u201965, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, e avvia i contatti con gli artisti del Gruppo Zero di D\u00fcsseldorf. Nel 1967, presenta per la prima volta l\u2019ambiente <em>Spazio elastic<\/em>o: l\u2019ambiente pi\u00f9 noto tra quelli realizzati da Colombo, rappresentando l\u2019esito pi\u00f9 alto della fase cinevisuale: \u00e8 un ambiente che palpita, coinvolgendo lo spettatore con tracciati immaginativi che vengono percepiti diversamente da persona a persona. Alla XXXVI Biennale di Venezia del 1968, l\u2019ambiente <em>Spazio elastico<\/em> vince il Primo Premio per la pittura. Lo stesso lavoro \u00e8 presentato a Documenta 4 a Kassel, insieme a <em>Topoestesia-Tre<\/em> zone contigue (1965).<br \/>\nNei primi anni Ottanta inizia a lavorare a una serie di ambienti intitolati <em>Architetture cacogoniometriche-archi<\/em> che presenta nella personale ordinata allo Stedelijk Van Abbe Museum di Eindhoven (1981) e alla mostra Arte italiana 1960-1982 alla Hayward Gallery di Londra (1982).<br \/>\nNel 1992, nel suggestivo spazio della Galerie Hoffmann a Friedberg, presenta il suo ultimo lavoro ambientale, <em>Spazio diagoniometrico<\/em>, realizzato con grandi coni di carta fotografica alti circa tre metri mossi da motori elettrici.<br \/>\nIl 3 febbraio Gianni Colombo muore improvvisamente all\u2019ospedale di Melzo.<\/p>\n","protected":false},"template":"","ruolo_artista":[12],"class_list":["post-565","elenco_artisti","type-elenco_artisti","status-publish","hentry","ruolo_artista-works"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti"}],"about":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/elenco_artisti"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/565\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"ruolo_artista","embeddable":true,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/ruolo_artista?post=565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}