{"id":1921,"date":"2015-11-29T17:38:54","date_gmt":"2015-11-29T16:38:54","guid":{"rendered":"https:\/\/mazzoleniart.com\/elenco_artisti\/gianfranco-zappettini-2\/"},"modified":"2023-10-19T12:20:53","modified_gmt":"2023-10-19T12:20:53","slug":"gianfranco-zappettini","status":"publish","type":"elenco_artisti","link":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/elenco_artisti\/gianfranco-zappettini\/","title":{"rendered":"Gianfranco Zappettini"},"content":{"rendered":"<p>Gianfranco Zappettini nasce a Genova nel 1939.<br \/>\nFrequenta l\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel \u201962 e \u201963 \u00e8 assistente dell&#8217;architetto tedesco Konrad Wachsmann a Genova, grazie al quale acquisisce attitudini fondamentali per la sua futura ricerca artistica, quali la precisione formale ed espressiva, l&#8217;importanza della tradizione e la sperimentazione.<br \/>\nNel 1962 ha la sua prima personale alla Societ\u00e0 per le Belle Arti di Genova, tre anni dopo espone alla Galleria La Polena per poi, nel 1968, approdare alla Galleria del Cavallino di Venezia. Le sue prime opere dalla met\u00e0 degli anni \u201960, come le <em>Strutture<\/em> e le <em>Tavole<\/em>, sono tentativi di dare un nuovo <em>ordine<\/em> alla superficie.<br \/>\nIn quel periodo Zappettini frequenta la vicina Albissola incontrando Lucio Fontana, Mauro Reggiani, Piero Manzoni, Giuseppe Capogrossi, Wifredo Lam e, a Roma, Francesco Lo Savio. Compie anche un viaggio per lui fondamentale insieme al pittore tedesco Winfred Gaul durante il quale visita gli studi di Max Bill, Sonia Delaunay, Alberto Magnelli e si confronta con le ricerche di colleghi tedeschi, belgi, olandesi e francesi.<br \/>\nDa quest\u2019atmosfera culturale e di affinit\u00e0 elettive nasce la \u201cPittura Analitica\u201d cos\u00ec definita per la prima volta nel 1974 dal critico tedesco Klaus Honnef. Dunque l\u2019analisi del <em>fare pittura<\/em>, degli elementi che la compongono e la creano; un modo di \u201ctornare al mestiere\u201d ma concettuale,\u00a0cio\u00e8 applicando alla pittura quella stessa analiticit\u00e0 utilizzata dagli artisti concettuali. In questo modo\u00a0<em>il dipingere<\/em> diventa esso stesso l&#8217;oggetto di analisi dell&#8217;artista\u00a0tramite l\u2019indagine della pratica pittorica e i suoi meccanismi interni, con le relazioni tra gli elementi fondanti di superficie, supporto, c\u00adolore e segno.<!--more--><br \/>\nNegli anni \u201970 sviluppa una serie di lavori che rimangono icone imprescindibili per lo studio della \u201cPittura Analitica\u201d quali: <em>Superfici acriliche<\/em>, <em>Superfici analitiche<\/em>, <em>Tele sovrapposte. <\/em>In questo decennio gli vengono dedicate personali alla storica Galleria La Bertesca di Genova, al Westf\u00e4lischer Kunstverein di M\u00fcnster ed espone in mostre fondamentali per la definizione di quel nuovo approccio sul dipingere. Nel 1977 \u00e8 invitato a <em>documenta 6<\/em> a Kassel.<br \/>\nSeppur la \u201cPittura Analitica\u201d si concluda in quel decennio, la pratica artistica di Zappettini si contraddistinguer\u00e0 per una considerevole ampiezza verso nuove indagini nelle quali l\u2019interesse verso lo Zen, il Taoismo e il Sufismo saranno parte dell\u2019esperienza dell\u2019opera, dunque della sua concezione e realizzazione. All\u2019interno di questo suo continuo sviluppo rimangono costanti, in filigrana, elementi che riportano alla sua pratica degli anni \u201960 e \u201870 quali: una metodologia precisa, il servirsi di un \u201calfabeto\u201d essenziale che coinvolge \u201clinea-punto e superficie\u201d e un nuovo interesse verso la valorizzazione del simbolico, sia dal punto di vista formale sia di quello legato al significato del colore.<br \/>\nDopo un periodo di viaggi e riflessioni negli anni \u201880, nel decennio successivo nascono i gruppi di opere <em>Al fine che traspare<\/em> e <em>Sullo sfogliar del fato <\/em>dove un petalo di materia pittorica diventa simbolo del viaggio solitario dell\u2019anima nella sua evoluzione, viaggio che si completa e sublima nelle opere pi\u00f9 recenti (2018-2019) di <em>Il petalo d\u2019oro<\/em>.<br \/>\nGli anni 2000 rappresentano un altro periodo di grande fervore creativo. Nascono la <em>Trama e l\u2019ordito<\/em>, in cui Zappettini si serve del Wallnet, materiale da edilizia, che negli sviluppi successivi lo conducono alle <em>Trame<\/em>. Fondamentali sono anche <em>Il codice degli dei<\/em>, <em>La<\/em> <em>Luce Prima<\/em> &#8211; in cui il colore dialoga con la lampada di Wood &#8211; e i recenti <em>Con-Centro<\/em> dove il motivo circolare diventa simbolo cosmico atto alla ricerca di un centro in noi stessi; un \u201cviaggio\u201d nella conoscenza del s\u00e9 aiutato dall\u2019utilizzo dell\u2019oro, simbolo di Dio, dell\u2019assoluto, del Sole e utilizzato per questo motivo fin dagli antichi maestri quali, cita Zappettini, Beato Angelico, Ambrogio Lorenzetti, Simone Martini.<br \/>\n\u201c<em>Dipingere [\u2026] \u00e8 un\u2019esperienza spirituale, cos\u00ec come \u00e8 sempre accaduto per gli antichi autori di icone o per gli artisti tradizionali in Oriente. \u00c8 un viaggio \u201ciniziatico\u201d che riconduce al Centro, che fa dell\u2019artista colui che officia un rito e dell\u2019arte uno strumento sacro e di conoscenza.\u201d<\/em> G. Zappettini<br \/>\nDelle numerose mostre personali e collettive riportiamo qui alcune delle Istituzioni che in quasi sessant\u2019anni di attivit\u00e0 hanno ospitato le sue opere: Westf\u00e4lischer Kunstverein di M\u00fcnster; Whitechapel Gallery, Londra; Stedelijk Museum, Schiedam; Hedendaagse Kunst, Utrecht; \u00a0Rheinisches Landesmuseum, Bonn; Galleria Civica, Modena; Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Palazzo dei Diamanti, Ferrara; Museum van Bommel van Dam, Venlo (Paesi Bassi); Vaserely Museum, P\u00e9cs; Museo d\u2019Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova; CAMeC \u2013 Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia; Estorick Collection, Londra; Internationaal Cultureel Centrum, Anversa; Museo Fortuny, Venezia; Forum Kunst, Rottweil (Germania); Forte Belvedere, Firenze; Palazzo Strozzi, Firenze; Palazzo della Permanente, Milano; Palazzo Reale, Genova; Galleria d\u2019Arte Moderna, Bologna;<br \/>\nNel 1977 partecipa a documenta 6, Kassel e nel 2011 alla Biennale di Venezia.<br \/>\nNel 2003 fonda a Chiavari la Fondazione Zappettini per l&#8217;arte contemporanea. A inizio 2022 \u00e8 stato stampato il Catalogo Ragionato dell\u2019artista a cura di Marco Meneguzzo.<br \/>\nVive e lavora a Chiavari.<\/p>\n","protected":false},"template":"","ruolo_artista":[11],"class_list":["post-1921","elenco_artisti","type-elenco_artisti","status-publish","hentry","ruolo_artista-artists"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/1921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti"}],"about":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/elenco_artisti"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/1921\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16872,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/1921\/revisions\/16872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"ruolo_artista","embeddable":true,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/ruolo_artista?post=1921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}