{"id":148,"date":"2015-07-27T05:58:19","date_gmt":"2015-07-27T05:58:19","guid":{"rendered":"https:\/\/mazzoleniart.com\/?post_type=elenco_artisti&#038;p=148"},"modified":"2024-02-14T17:09:09","modified_gmt":"2024-02-14T16:09:09","slug":"piero-manzoni","status":"publish","type":"elenco_artisti","link":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/elenco_artisti\/piero-manzoni\/","title":{"rendered":"Piero Manzoni"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>\u00c8 per me quindi oggi incomprensibile l\u2019artista che stabilisce rigorosamente i limiti di una superficie su cui collocare un rapporto esatto, in rigoroso equilibrio forme e colori; perch\u00e9 preoccuparsi di come collocare una linea in uno spazio? Perch\u00e9 stabilire uno spazio, perch\u00e9 queste limitazioni?<\/p><\/blockquote>\n<p>Piero Manzoni nasce il 13 luglio del 1933 a Soncino (Cremona). Cresce a Milano, trascorrendo le vacanze estive ad Albisola Marina, in Liguria, dove la famiglia frequenta Lucio Fontana, il fondatore dello Spazialismo. Nel 1951, dopo la maturit\u00e0, si iscrive alla facolt\u00e0 di giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica milanese. In questo periodo \u00e8 uno spettatore abituale e onnivoro di concerti, cinema, teatro, balletto, legge avidamente di narrativa e di scienze umane, iniziando a vagheggiare un futuro di scrittore. Nel 1953 inizia a dedicarsi pi\u00f9 stabilmente alla pittura, suggestionato soprattutto dall\u2019ambiente ligure dominato dalle fornaci ceramiche che attraggono molti artisti, Lucio Fontana in testa. Tra il marzo 1954 e maggio 1955 tiene un diario, ricco di informazioni sulla sua formazione giovanile.<br \/>\nNel 1955 Manzoni si trasferisce a Roma, dove si iscrive al corso di laurea in Filosofia, e a fine anno passa all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano.<br \/>\nInizia a frequentare stabilmente l\u2019ambiente artistico milanese. In questo momento le realt\u00e0 pi\u00f9 avanzate sono il Movimento spaziale, promosso dal gallerista Carlo Cardazzo e raccolto intorno a Fontana, i cui esponenti primari sono Roberto Crippa, Gianni Dova e Cesare Peverelli; il Movimento nucleare fondato da Enrico Baj e Sergio Dangelo, che proprio nel 1955 inizia a pubblicare la rivista \u201cIl Gesto\u201d, e la libreria\/galleria aperta nel 1954 da Arturo Schwarz con mostre, tra le altre, di Marcel Duchamp, Max Ernst e Kurt Schwitters, del surrealismo e di CoBrA.<br \/>\n<!--more-->Nel 1956 Manzoni debutta alla IV Fiera mercato del castello Sforzesco di Soncino. L\u2019anno successivo partecipa alla mostra Arte Nucleare, presso la galleria San Fedele di Milano: dipinge sagome antropomorfe e quadri con impronte di oggetti. Il 5 novembre partecipa al \u201cPremio di pittura San Fedele 1956\u201d alla Galleria San Fedele di Milano, e un mese dopo, il 9 dicembre, pubblica Per la scoperta di una zona di immagini, firmato con Sordini, Camillo Corvi-Mora e Giuseppe Zecca, primo di una fitta serie di manifesti che ne segnano gli esordi. Realizza inoltre i primi Achromes (1957), grandi superfici bianche imbevute di colla e caolino.<br \/>\nNel 1958 espone insieme a Lucio Fontana e ad Enrico Baj. Inizia la collaborazione con Enrico Castellani e Agostino Bonalumi. La mostra \u201cFontana Baj Manzoni\u201d si inaugura il 4 gennaio alla Galleria Bergamo di Bergamo, e passa il 23 marzo alla Galleria del Circolo di Cultura di Bologna. Il testo introduttivo \u00e8 di Luciano Anceschi, grande studioso di estetica e fondatore due anni prima della rivista d\u2019avanguardia \u201cIl Verri\u201d.<br \/>\nNella prima edizione della mostra Manzoni espone, si legge nei testi di Anceschi, \u201csuperfici caotiche con un colore che simula la lacca o gli smalti, nitidi incubi dell\u2019inconscio, tenaglie oscure di presenze fantastiche e repugnanti, non senza una memoria surrealista e come una gnomica di sogno\u201d, nella seconda invece \u201ctenta allibite superfici di bianco assoluto, affidate alla sensibilit\u00e0 nel trattare la materia e rotte da rilievi plastici e dalle loro ombre\u201d, presentando per la prima volta le nuove opere.<br \/>\nOpere acrome in gesso sono protagoniste anche della personale che si apre il 22 aprile alla Galleria Pater: due di esse vengono acquistate da Antonio Boschi, che in seguito doner\u00e0 la propria collezione alle Civiche Raccolte d\u2019Arte milanesi.<br \/>\nMentre l\u20198 settembre una nuova edizione di \u201cBonalumi Castellani Manzoni\u201d \u00e8 presentata alla Galerie Kasper di Losanna, che edita anche la rivista \u201cArt actuel international\u201d, il 3 settembre viene dato l\u2019annuncio ufficiale della nascita a Milano della rivista \u201cAzimuth\u201d, a cura Manzoni e Castellani, con indirizzo quello di casa Manzoni in via Cernaia 4, stampata nella tipografia di Antonio Maschera in via Palermo 14, la stessa che ha realizzato molta della sua pubblicistica iniziale e presso la quale compie i propri esperimenti con le carte.<br \/>\nLa galleria, posta in un seminterrato di via Clerici 12, \u00e8 uno spazio autogestito che si apre il 4 dicembre con la personale di Manzoni \u201cLe Linee\u201d, introdotta da Vincenzo Agnetti.<br \/>\nLo stile di Manzoni diviene sempre pi\u00f9 radicale. Supera la superficie del quadro e propone una serie di opere provocatorie, insofferenti nei confronti della tradizione: le Linee tracciate su strisce di carta, arrotolate e chiuse in un tubo di cartone (la pi\u00f9 lunga, creata ad Herning, in Danimarca, nel 1960, grazie al mecenatismo di Aage Damgaard, misura 7200 metri); i Corpi d\u2019aria e il Fiato d\u2019artista (palloncini contenenti il fiato di Manzoni); le Uova scultura, autenticate dalle impronte digitali dell\u2019artista; le Basi magiche, piedistalli sui quali chiunque pu\u00f2 diventare un\u2019opera d\u2019arte; nuovi Achromes, realizzati con i materiali pi\u00f9 vari, dalla fibra di vetro ai pani plastificati, alcuni rigorosamente bianchi, altri in colori fosforescenti.<br \/>\nIl 21 luglio del 1960, Piero Manzoni presenta alla Galleria Azimut di Milano una delle performance pi\u00f9 famose: la Consumazione dell\u2019arte dinamica del pubblico divorare l\u2019arte. L\u2019artista firma con l\u2019impronta del pollice alcune uova sode che vengono consumate sul posto dal pubblico. Nel 1961, alla Galleria La Tartaruga di Roma, Piero Manzoni firma per la prima volta degli esseri umani trasformandoli in Sculture viventi. Nello stesso anno, in maggio realizza Merda d\u2019artista, in novanta esemplari, scatoletta per conserve del diametro di sei centimetri, sigillata, sui cui \u00e8 apposta un\u2019etichetta a stampa in cui si legge, in italiano, inglese, francese e tedesco, la scritta \u201cMerda d\u2019artista. Contenuto netto gr 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961\u201d, il cui prezzo \u00e8 fissato in trenta grammi d\u2019oro. L\u2019opera viene presentata al pubblico solo dopo alcune mostre fondamentali: \u201cZero Edition Exposition Demonstration\u201d alla Galerie Schmela di D\u00fcsseldorf, il 5 luglio, con Arman, Aubertin, Pol Bury, Castellani, Fontana, Klein, Lo Savio, Mack, Manzoni, Peeters, Piene, Schoonhoven, Soto, Spoerri, Tinguely, Uecker, \u201cInternationale Malerei 1960-61\u201d al Deutsch-Ordens-Schloss, Wolframs-Eschenbach, il 15 luglio, e \u201cNove tendencije\u201d alla Galerija Suvremene Umjetnosti di Zagabria, il 3 agosto. Nel 1962, Manzoni progetta con l\u2019editore Jes Petersen la pubblicazione di un libro dalle pagine bianche: Piero Manzoni. The Life and the Works. Negli Achromes di questo periodo la cellula visiva iterativa \u00e8 costituita da veri e propri panini, le \u201cmichette\u201d milanesi per l\u2019esattezza. In altri utilizza ciottoli, oppure pallini di polistirolo espanso. Sempre, il bianco cala su tutto a uniformare, a desensibilizzare, a rendere tutto superficie presentissima ma straniata. Altri ancora sono pacchi in carta da giornale o da imballaggio sigillati con corda, piombo e ceralacca, come se fossero invii postali, presentati a coppie.Nel 1963 \u00c8 presente alla \u201cMostra monocroma\u201d, Galleria Il Fiore, Firenze, 16 gennaio, e il 25 dello stesso mese tiene una personale alla Galerie Smith di Bruxelles, in cui presenta per la prima volta gli Achromes con panini applicati al supporto.<br \/>\nLe opere di Piero Manzoni sono conservate nei musei di tutto il mondo: Tate Mdern di Londra, Moma di New York, Centre Pompidou di Parigi, NEUES MUSEUM Staatliches Museum f\u00fcr Kunst und Design N\u00fcrnberg, Germania, HEART &#8211; Herning Museum of Contemporary Art<br \/>\nBitten &amp; Aage Damgaards Plads, , Danimarca, Museo del Novecento di Milano, Galleria Civica d\u2019Arte Moderna di Torino, GNAM di Roma.<br \/>\nIl 6 febbraio 1963, Manzoni muore improvvisamente di infarto a Milano, nel suo studio.<\/p>\n","protected":false},"template":"","ruolo_artista":[11],"class_list":["post-148","elenco_artisti","type-elenco_artisti","status-publish","hentry","ruolo_artista-artists"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti"}],"about":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/elenco_artisti"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/148\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"ruolo_artista","embeddable":true,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/ruolo_artista?post=148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}