{"id":141,"date":"2015-07-27T05:56:30","date_gmt":"2015-07-27T05:56:30","guid":{"rendered":"https:\/\/mazzoleniart.com\/?post_type=elenco_artisti&#038;p=141"},"modified":"2025-03-07T17:45:52","modified_gmt":"2025-03-07T16:45:52","slug":"alberto-burri","status":"publish","type":"elenco_artisti","link":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/elenco_artisti\/alberto-burri\/","title":{"rendered":"Alberto Burri"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Le parole non mi sono d\u2019aiuto quando provo a parlare della mia pittura. Questa \u00e8 un\u2019irriducibile presenza che rifiuta di essere tradotta in qualsiasi altra forma di espressione. \u00c8 una presenza nello stesso tempo imminente e attiva. Questa \u00e8 quanto essa significa: esistere cos\u00ec come dipingere. La mia pittura \u00e8 una realt\u00e0 che \u00e8 parte di me stesso, una realt\u00e0 che non posso rivelare con parole.<\/p><\/blockquote>\n<p>Alberto Burri nasce a Citt\u00e0 di Castello (Perugia) il 12 marzo 1915. Si laurea in medicina nel 1940. Quale ufficiale medico \u00e8 fatto prigioniero degli alleati in Tunisia nel 1943 e viene inviato nel campo di Hereford, Texas. Qui comincia a dipingere. Scriver\u00e0 Cesare Brandi dell\u2019esperienza catartica che l\u2019esercizio della pittura ebbe sull\u2019artista durante la prigionia: \u201cchiuso nel campo\u2026rifiutando l\u2019esercizio di quella attivit\u00e0 [la medicina] la pittura, che era stato all\u2019orizzonte pi\u00f9 remoto della sua vita, venne a proporsi prima come ozio e svago e via via, come sostituzione di azione, indi azione stessa\u201d.<br \/>\nTornato in Italia nel 1946, si stabilisce a Roma e si dedica alla pittura. Nel \u201947 e \u201948 tiene le prime personali a Roma (Galleria La Margherita). Nel 1951 partecipa alla fondazione del gruppo \u201cOrigine\u201d con Ballocco, Capogrossi, Colla. Nel documento si legge la volont\u00e0 di superare l\u2019astrattismo storico e di come gli \u201cartisti del gruppo esprimono la necessit\u00e0 stessa di una visione rigorosa, coerente, ricca di energia. Ma, primariamente, antidecorativa [\u2026]\u201d. Sono anni cruciali in cui l\u2019artista isola la materia, lavora sulle sovrapposizioni, su lucido e opaco, le superfici, i primi inserti.<br \/>\nNel 1949, compare per la prima volta un frammento di sacco (SZ1) tematica che l\u2019artista svilupper\u00e0 pienamente negli anni successivi: sar\u00e0 dal 1953 che l\u2019artista presenter\u00e0 \u201clo scandalo e la gloria prima\u201d della sua opera al Guggenheim di New York: i Sacchi, presentati nelle mostre personali che, dopo New York, si tengono a Chicago, Colorado Springs, Oakland, Seattle, San Paolo, Parigi, Milano, Bologna, Torino, Pittsburgh, Buffalo, San Francisco.<br \/>\nAl volgere del sesto decennio, nei successivi appuntamenti con il pubblico (Venezia, Roma, Londra, New York, Bruxelles, Krefeld, Vienna, Kassel) appaiono i Legni, le Combustioni, i Ferri, in una continua sperimentazione con la materia. Materie vere, umane, antropiche che si costituiscono come oggetto stesso dell\u2019opera, e cos\u00ec ascendono alla forma.<!--more--><br \/>\nAgli inizi degli anni sessanta si segnalano in successione ravvicinata, a Parigi, Roma, L\u2019Aquila, Livorno, e quindi a Houston, Minneapolis, Buffalo, Pasadena, le prime ricapitolazioni antologiche che, con il nuovo contributo delle Plastiche, diverranno vere e proprie retrospettive storiche a Darmstadt, Rotterdam, Torino e Parigi (1967-1972).<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni \u201970 Burri inizia una nuova serie di lavori &#8211; i Cretti &#8211; che, nella loro restituzione fisica e visiva, ci mettono di fronte all\u2019origine dell\u2019energia di una superficie portandoci alla mente l\u2019immagine di un fenomeno geologico. Queste opere sono realizzate con caolino, resine, pigmento e vinavil. La loro genesi \u00e8 legata al rapporto dell\u2019artista con la California dove dal 1968, per diversi anni, risieder\u00e0 a Los Angeles, soprattutto nei mesi invernali: \u201cQuando ero in California, andavo spesso a visitare il Deserto della Morte. L\u2019idea viene da l\u00ec, ma poi nel quadro \u00e8 diventata un\u2019altra cosa. Volevo solo mostrare l\u2019energia di una superficie.\u201d<br \/>\nIn un interessante paradosso, i Cretti rappresentano l\u2019esito finale e fissato su un supporto di una decostruzione che genera costruzione, cos\u00ec come nelle Combustioni degli anni Cinquanta la materia diventa forma retrocedendo al nulla.<br \/>\nDopo lo scandalo e il rifiuto di buona parte della critica, per Burri il successo senza riserve arriva con gli anni Sessanta e si consolida alle soglie dei Settanta. Ma intanto, la sua visione tende a rasserenarsi; depone gli accenti drammatici della ricerca informale, pur conservando tutta la propria solennit\u00e0 ed ampiezza di respiro, mentre si susseguono le retrospettive storiche: Assisi, Roma, Lisbona, Madrid Los Angeles, San Antonio, Milwaukee, New York, Napoli.<br \/>\nIl decennio che va dalla met\u00e0 degli anni Ottanta all\u2019anno della scomparsa di Burri, \u00e8 dominato da dipinti che hanno per titolo Nero o Annottarsi. Inquietante e suggestiva espressione, \u201cannottarsi\u201d, che \u00e8 come dire \u201cfarsi notte\u201d, inoltrarsi nella notte. Per Burri, giunto al settantesimo anno di et\u00e0, \u00e8 anche un \u201cfarsi notte\u201d dell\u2019esistenza, un andare verso l\u2019estrema soglia. Tonalit\u00e0, il nero, spesso accordata al rosso, fin dai sacchi, o in anni successivi all\u2019oro, in un accostamento di potente espressivit\u00e0 che si coglie anche nei \u201ccellotex\u201d, ora occupa quasi interamente la sua immaginazione.<br \/>\nNel 1989 la Fondazione Palazzo Albizzini acquisisce gli Ex Seccatoi del Tabacco, complesso di capannoni industriali destinati fino agli anni Sessanta all\u2019essiccazione del tabacco. Queste architetture irripetibili, di insolita grandezza, completamente dipinte di nero all\u2019esterno per desiderio di Burri, sono state cos\u00ec trasformate in una gigantesca scultura, contenitore ideale per i grandi cicli pittorici come Il Viaggio, Annottarsi, Rosso e Nero, Non Ama il Nero. Queste ed altre numerose opere, tra cui le tre sculture Grande Ferro Sestante, Grande Ferro K, Ferro U, collocate all\u2019ingresso degli Ex Seccatoi del Tabacco, sono state donate dall\u2019artista a Citt\u00e0 di Castello per completare il primo nucleo collocato a Palazzo Albizzini. Nel 1990 la Fondazione Palazzo Albizzini ha pubblicato un amplissimo volume con la documentazione relativa a circa 2000 opere dell\u2019artista (Burri contributi al Catalogo Sistematico).<br \/>\nNel 1991 una grande retrospettiva, organizzata dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, \u00e8 allestita a Palazzo Pepoli Campogrande di Bologna, ove vengono esposte per la prima volta le opere di piccolissimo formato. La mostra prosegue poi per Locarno, ospitata nella Pinacoteca Comunale Casa Rusca. Contemporaneamente il Castello di Rivoli presenta 20 Cellotex inediti. Sempre nel 1991 Burri espone alla Mixografia Gallery di Los Angeles. Nel 1992 viene presentato al pubblico il ciclo Metamorfotex agli Ex Seccatoi del Tabacco di Citt\u00e0 di Castello e con l\u2019occasione la Fondazione Palazzo Albizzini presenta il catalogo degli Ex Seccatoi del Tabacco, con bibliografia aggiornata. Nello stesso anno nuovamente la Galleria Sapone di Nizza propone opere di Burri alla F.I.A.C. di Parigi al Grand Palais, questa volta con quadri dal 1949 al 1992 ; la Galleria delle Arti di Citt\u00e0 di Castello ospita una mostra di grafica. La Obalne Galerije di Pirano e la Moderna Galerija di Lubiana espongono una retrospettiva di opere grafiche (dal 1962 al 1981) tra il 1992 e il 1993.<br \/>\nNel 1993 presso gli Ex Seccatoi del Tabacco viene aperto al pubblico un nuovo ciclo, dal titolo Il Nero e l\u2019Oro, che consta di 10 Cellotex. Nello stesso anno viene realizzata per Faenza un\u2019opera in ceramica di grandi dimensioni, che porta lo stesso titolo Il Nero e l\u2019Oro, collocata al Museo Internazionale delle Ceramiche, dono dell\u2019artista alla citt\u00e0. Sempre nel 1993 presso il Museo delle Genti d\u2019Abruzzo di Pescara vengono esposte le opere grafiche del Maestro. Nel 1994 Burri partecipa alla mostra The Italian Metamorphosis 1943-1968 presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Dall\u2019 11 maggio al 31 giugno \u201994 presso la Pinacoteca Nazionale di Atene viene presentato il ciclo Burri il Polittico di Atene, Architetture con Cactus, che verr\u00e0 esposto in seguito presso l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Madrid (1995). Il 10 dicembre 1994 viene celebrata la donazione di Burri agli Uffizi in Firenze, che comprende un quadro Bianco Nero del 1969 e tre serie di grafiche datate 1993-94.<br \/>\nAlberto Burri muore a Nizza il 13 febbraio 1995.<\/p>\n<p>Fonti<\/p>\n<p>The new decade: 22 European painters and sculptors, catalogo della mostra, Museum of Modern Art di New York, 1955<br \/>\nCesare Brandi, Burri, 1963<br \/>\nGermano Celant, L\u2019inferno dell\u2019arte italiana, 1996<br \/>\nCesare Brandi, Burri, 1963<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.fondazioneburri.org\/images\/alberto_burri\/ita\/calvesi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Maurizio Calvesi, Percorso di Burri, s.d.<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.fondazioneburri.org\/\">Fondazione Burri<\/a><\/p>\n","protected":false},"template":"","ruolo_artista":[11],"class_list":["post-141","elenco_artisti","type-elenco_artisti","status-publish","hentry","ruolo_artista-artists"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti"}],"about":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/elenco_artisti"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20829,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/elenco_artisti\/141\/revisions\/20829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"ruolo_artista","embeddable":true,"href":"https:\/\/mazzoleniart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/ruolo_artista?post=141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}