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19 aprile06 giugno 2021

Post-War Italian Art Tales

Press release

Post-War Italian Art Tales presenta alcune tra le principali esperienze artistiche dell’arte italiana del dopoguerra fino ai giorni nostri.
Concepita come storytelling, la mostra illustra i metodi, gli stili e le soluzioni adottate da alcuni dei principali Maestri del dopoguerra italiano, attraverso citazioni critiche.
La componente narrativa rivela degli aspetti chiave del lavoro di ogni artista permettendo allo spettatore di intraprendere un viaggio personale all’interno del percorso espositivo attraverso gli occhi di storici dell’arte, critici e curatori.

Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London

Jannis Kounellis

Untitled (JJ), 1961

Firmato e datato (sul retro): "Kounellis 61"
Pittura su carta
71 x 100 cm
28 x 39 3/8 in

Jannis Kounellis

Untitled , 2015

Ferro e stoffa
100 x 70 x 14.8 cm
39 3/8 x 27 1/2 x 5 7/8 in

Nel 1957, anno precedente la stesura delle prime icone urbane di Kounellis, a cui seguiranno nel 1959 le lettere, Pier Paolo Pasolini pubblicava Le ceneri di Gramsci, un’antologia di poesie che rifletteva il drammatico quesito di una generazione protesa ad assumere il ruolo dell’intellettuale, quale entità sospesa tra la tensione delle problematiche sociali e l’aspirazione alla realizzazione della propria identità. […] I grandi quadri con le lettere e i segni urbani a smalto nero divennero rotuli romani da leggere in pubblico e da diffondere nella comunità.

Germano Celant, 1983

Michelangelo Pistoletto

Television, 1983

Firmato, titolato, datato e inscritto (sul retro): "277 / >Television 1/2< / TELEVISION / serigrafia su acciaio / lucidato a specchio / cm 100 x 120 / Michelangelo Pistoletto / 1962-83"
Edizione di 2 (#1/2)
Serigrafia su acciaio inossidabile
100 x 120 cm
39 3/8 x 47 1/4 in

Nei quadri specchianti di Pistoletto c’è un consumo di realtà. Questa si espande nel suo riflesso mediante l’azione e il movimento, ma senza che i quadri agiscano o muovano. Noi percepiamo in essi il nostro passaggio, sotto forma di sdoppiamento, anche restando immobili. […]

Nell’opera di Pistoletto la realtà si riproduce nelle sue dimensioni fondamentali, il tempo e lo spazio.

 

Tommaso Trini, 1966

Nunzio

Untitled, 1993

Combustione su legno e pigmento
56.5 x 47.5 x 8 cm
22 1/4 x 18 3/4 x 3 1/8 in

La scelta che Nunzio ha fatto dei suoi materiali, di un legno ancora così vicino alla sua natura di albero, del nero, del fumo, del piombo, non è certo motivata dall’ingenua persuasione panteistica della scultura “povera”, né dal suo tautologico fermarsi a testimoniare di esistere. È l’immaginazione quella che dà vita e carattere alle sculture di Nunzio: l’immaginazione chiamata in causa dal fondo di una primitiva lontananza, con una forza insistente e sorda che sembra provenire dal cuore stesso della materia che adopera e dalle forme arcaiche delle quali con tanta essenziale semplicità l’ha dotata.

 

Giuliano Briganti, 1986
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London

Fausto Melotti

Disegno nello spazio, 1981

Firmato (sulla base): “Melotti”
Ottone
76 x 59 x 14 cm
29 7/8 x 23 1/4 x 5 1/2 in

Tutta la scultura di Melotti è un evento inimitabile, e che si svolge nella radura centrale di un labirinto […] Melotti ha usato la parola silenzio per indicare la zona di isolamento che circonda certe sculture del passato. […] In un mondo che ogni giorno grida per farsi sentire […] Melotti estirpa la scultura dal suolo e la solleva nel silenzio e nel vuoto.

 

Gabriella Drudi, 1975

Agostino Bonalumi

Rosso , 1988

Firmato (sul retro)
Acrilico su tela
50 x 50 cm
19 3/4 x 19 3/4 in

Agostino Bonalumi

Bronzo, 1969-2007

Firmato e numerato (sotto): "Bonalumi 2/7"
Edizione di 7+ 2 AP (#2/7)
Bronzo
60 x 58 x 58 cm
23 5/8 x 22 7/8 x 22 7/8 in

Uno degli aspetti – tra i tanti – dell’attuale momento artistico è quello che vede moltiplicarsi gli esempi d’una tendenza a creare forme di “pittura-oggetto”: d’una pittura cioè, che, pur conservando le caratteristiche dell’autonomia, dell’unicità creativa, dell’artigianalità (se vogliamo), abbia per altro, o si prefigga già intenzionalmente, il compito di rappresentare innanzitutto “se stessa”, e non qualcosa di estrinseco ad essa. […] Bonalumi costituisce un caso alquanto appartato e in certo senso esemplare.

Gillo Dorfles, 1965
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London

Alberto Burri

Nero Cretto, 1978

Acrovinilico su cellotex
51.5 x 71.5 cm
20 1/4 x 28 1/8 in

Lucio Fontana

Concetto spaziale. Attese, 1964 - 1965

Firmato, titolato e inscritto (sul retro): "l. Fontana / “Concetto Spaziale” / ATTESE / mi ànno strappato / 48 denti"
Idropittura su tela
38 x 47 cm
15 x 18 1/2 in

Burri e Fontana sorreggono, come due pilastri, l’architrave di una continuità storico-artistica italiana ed europea, che il tempo si sta già incaricando di sancire compiutamente […] Ben oltre le diversità che hanno distinto la vicenda artistica di Burri e Fontana, vi sono stati però episodi espositivi e numerose considerazioni critiche che invece li hanno uniti […] Nel 1952 ad esempio, anno in cui entrambi gli artisti firmano il Manifesto del Movimento Spaziale per la televisione, alla Biennale di Venezia, un piccolissimo evento, andato pressocché inosservato, ci appare invece quanto mai sintomatico. Lucio Fontana acquista durante la mostra un disegno di Alberto Burri. Quel disegno ha un valore molto particolare, per ragioni diverse, per i due artisti. Si intitola Lo strappo: studio.

Bruno Corà, 2010
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London

Enrico Castellani

Superficie bianca, 2008

Firmato, titolato e datato (sul retro): "Castellani - Superficie bianca - 2008 -"
Acrilico su tela
100 x 100 cm
39 3/8 x 39 3/8 in

Castellani assunse la procedura detta dello shaped canvas: più che venire abrogata, la tela venne modellata in modo da assumere sporgenze, aggetti fisicamente verificabili, se si vuole, col palmo della mano. Castellani si affidò a un’armatura sottostante di chiodi che imprimevano alle sue tele monocrome delle escrescenze prodotte secondo chiari moduli.

 

Renato Barilli, 2007

Piero Manzoni

Achrome, 1958-1959

Tela grinzata e caolino
18 x 24.5 cm
7 1/8 x 9 5/8 in

Manzoni, che iscriveva su superfici caotiche con un colore di lacca o di smalti nitidi, incubi dell’inconscio, ora tenta allibite superfici di bianco assoluto, affidate alla sensibilità nel trattare la materia e rotte da rilievi plastici e dalle loro ombre.

 

Luciano Anceschi, 1958
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London

Carla Accardi

Labirinto rosso , 1955

Firmato (in basso a destra): “ACCARDI”
Smalto e caseina su tela
60 x 100 x 2 cm
23 5/8 x 39 3/8 x 3/4 in

Piero Dorazio

Scaletta, 1973

Firmato, datato e titolato (sul retro): "Piero Dorazio / 1973 / Scaletta"
Olio su tela
100 x 50 x 4 cm
39 3/8 x 19 3/4 x 1 5/8 in

Tanto il lavoro di Carla Accardi registra come un sismografo gli accadimenti artistici che lo circondano, tanto quello di Piero Dorazio ribadisce, a dispetto di trasformazioni ed evoluzioni, presupposti inviolabili: superficie bidimensionale come misura della pittura; qualità dell’impasto pittorico; intensità del colore; pennellata; composizione.

Adachiara Zevi, 2006
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London
Post-War Italian Art Tales, exhibition view 2021, Mazzoleni London

Getulio Alviani

Cerchi virtuali, 1967

Firmato e datato (sul retro): "getulio alviani / cerchi virtuali / acciaio cm 100 x 50 x 10 / 1967"
Acciaio
100 x 50 x 10 cm
39 3/8 x 19 3/4 x 4 in

Getulio Alviani, che con le sue superfici a vibrazione luminosa su laminati di alluminio ottenuti per incisione meccanica di frese circolari, istituisce un generarsi molteplice di immagini sempre diverse, ma rapportate ad un modulo unico e stabilito. Una delle componenti principali che interferiscono in tali soluzioni estetiche è la luce in tutte le sue eventualità energetiche.

 

Umbro Apollonio, 1966

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