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10 novembre19 dicembre 2020

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni

Press release
Curata da: Gaspare Luigi Marcone

Il progetto espositivo Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, a cura di Gaspare Luigi Marcone, riunisce nelle sale della sede torinese di Mazzoleni le opere dei tre maestri dell’arte italiana del secondo dopoguerra intorno al 1958, anno particolarmente significativo in cui le diverse ricerche dei tre artisti furono esposte e pubblicate insieme.
Nel 1958, infatti, furono presentate in Italia due mostre intitolate Fontana Baj Manzoni, entrambe accompagnate da un testo critico di Luciano Anceschi. La prima si tenne presso la Galleria Bergamo nella città di Bergamo dal 4 al 17 gennaio. La seconda ebbe luogo nella Galleria del Circolo di Cultura di Bologna dal 23 marzo all’8 aprile dello stesso anno.

Enrico Baj, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Roberto Crippa, Eduard Mesens, Milano, c. 1962
Enrico Baj, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Roberto Crippa, Eduard Mesens, Milano, c. 1962

Quasi certamente nella mostra di Bologna Manzoni presentò per la prima volta le sue nuove “opere bianche”, successivamente intitolate Achromes.

Piero Manzoni

Achrome, 1958-1959

Tela grinzata e caolino
18 x 24 cm
7 1/8 x 9 1/2 in

Lucio Fontana

Concetto spaziale. Attesa, 1964-65

Idropittura su tela
47 x 38 cm
18 1/2 x 15 in

Oltre all’importanza che ebbe per la carriera di Manzoni, il 1958 fu un anno determinante anche per la ricerca di Fontana. Infatti, dopo l’invenzione dei ‘buchi’ del 1949, iniziò a lavorare sul suo primo Concetto spaziale Attese realizzando “tagli” sulla superficie della tela.
Come Fontana e Manzoni, anche Baj perseguì un approccio che andava “oltre alla pittura”, utilizzando tessuti, bottoni e oggetti decorativi nella creazione del suo lavoro.

Enrico Baj

Il super general, 1960

Olio, collage, passamaneria, decorazioni, oggetti su stoffa
130 x 97 cm
51 1/8 x 38 1/4 in
Enrico Baj, il Gesto, 1958. Courtesy Archivio Enrico Baj, Vergiate
Enrico Baj, il Gesto, 1958. Courtesy Archivio Enrico Baj, Vergiate

Le opere esposte ripercorrono questo momento chiave della storia dell’arte, attraverso lavori del 1958 ma anche antecedenti e posteriori, al fine di mettere in luce i percorsi degli artisti. Focalizzandosi sull’utilizzo di nuovi metodi radicali e sulle sperimentazioni dei materiali, che spesso finirono per contrassegnare i loro lavori più importanti, la mostra sintetizza grandi movimenti artistici come Spazialismo e Arte Nucleare.

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino
Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino

Nella sala d’ingresso vi sono tre tipologie di opere “iconiche”: un “taglio bianco” di Lucio Fontana, Concetto spaziale. Attesa del 1964-65; un Achrome in tela “grinzata” di Manzoni del 1958 e uno dei primi esemplari più maturi di “generali” di Baj, Il Super Generale, 1960, fortunata serie dell’artista nella quale sperimenta al massimo l’uso di stoffe, passamanerie, medaglie e collage. I tre artisti dedicheranno a questa tipologia di lavori molti anni del loro percorso declinandoli in forme, cromatismi e soluzioni eterogenee.

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino
Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino

Nella sala principale invece si ricostruisce in sintesi il percorso ante e post 1958. Sulla parete di sinistra (guardando dall’ingresso) vi sono un Concetto spaziale (Barocco), 1956, di Fontana; Peinture nucléaire (Dedicato ad André Kuhn), 1952, di Baj; Senza titolo, 1957, opera chiaramente di stampo nucleare di un giovanissimo Manzoni. In questi tre lavori si riconoscono soluzioni vagamente e diversamente “mostruose” proprie delle ricerche degli artisti di questi anni. Il lavoro di Fontana è composto da vari materiali extrapittorici, emblema della sua ricerca “barocca” che, uniti ai “buchi”, amplificano la ricerca di un nuovo spazio e di una nuova superficie potenziando inoltre gli effetti della luce; come noto, la prassi dell’uso di materiali extrapittorici sarà adottata successivamente anche dai più giovani Baj e Manzoni (si pensi alle stoffe e passamanerie di Baj o al caolino per Manzoni).

Lucio Fontana

Concetto spaziale (Barocco), 1956

Olio, tecnica mista e glitter su tela
70 x 100 cm
27 1/2 x 39 3/8 in

Piero Manzoni

Senza titolo, 1957

Olio su tela
50 x 65 cm
19 3/4 x 25 5/8 in

Enrico Baj

Peinture nucléaire (Dedicato ad André Kuhn), 1952

Olio su tela
80 x 60 cm
31 1/2 x 23 5/8 in

L’ olio di Baj è uno dei primi esempi di “pittura nucleare”, datato 1952, praticamente quasi in concomitanza alla nascita del Movimento Arte Nucleare fondato da Baj e Sergio Dangelo tra Milano e Bruxelles (1951-52); alla base della ricerca nucleare, o come dice Baj per gli “artisti di un’epoca nucleare” l’indagine atomica spalancava all’uomo nuovi infiniti orizzonti.

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino
Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino

Sulla parete opposta, invece, si hanno soluzioni posteriori. Un piccolo ritratto di Baj del 1955, una Testa montagna del 1958, efficace esempio della nota serie omonima dell’artista dove emerge maggiormente il polimaterismo con stoffe e pigmenti; un Achrome di Manzoni, in tela cucita a quadri e frammenti di vetro, realizzato intorno al 1960 (che rimarca gli effetti della luce sulla superficie del quadro come già per i lustrini usati da Fontana) e un esemplare di “inchiostri” di Fontana, Concetto spaziale [Forma], 1958, realizzato con anilina, inchiostro, buchi e un frammento ovale di tela a collage. La volontà degli artisti è tesa ad andare “oltre la pittura”.

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino
Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni, exhibition view 2020, Mazzoleni Torino

Piero Manzoni

Achrome, ca. 1960

Tela cucita a quadri e pezzi di vetro
70 x 50 cm
27 1/2 x 19 3/4 in

Enrico Baj

Portrait, 1955

Tecnica mista su tela damascata
30 x 24 cm
11 3/4 x 9 1/2 in

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