Esposizioni

Londra

09 febbraio29 aprile 2016

Piero Manzoni. Achromes: Linea Infinita

Curata da: Gaspare Luigi Marcone

Mazzoleni London è lieta di annunciare la mostra personale di Piero Manzoni (1933-1963) che vedrà protagoniste due delle “serie” più note dell’artista, gli Achromes (1957-1963) e le Linee (1959-1963). La mostra è la prima nel suo genere ad analizzare la relazione tra questi due grandi “cicli” artistici e presenterà al pubblico una Linea recentemente riscoperta e mai esposta fino a oggi, nonché un esemplare di Linea di lunghezza infinita e due Achromes raramente esposti. Visibili in mostra anche altri lavori di ciascuna serie per analizzare meglio le qualità, sia concettuali sia materiali, di queste opere fondamentali nel percorso artistico di Manzoni. L’esposizione è realizzata in occasione dell’anniversario della prematura scomparsa di Piero Manzoni all’età di 29 anni il 6 febbraio 1963 e fa parte dell’ampio calendario di mostre della Galleria Mazzoleni che nel 2016 celebra i suoi primi 30 anni di attività.
Piero Manzoni è uno degli artisti più influenti del XX secolo, conosciuto per il suo spirito radicale e ludico, che ha preannunciato parte della successiva ricerca internazionale. È noto per opere come Fiato d’artista (1960), ciclo di lavori composto da palloncini gonfiati con il fiato dell’artista stesso, Merda d’artista (1961), scatolette dal contenuto misterioso e Sculture viventi (1961-1962), persone che l’artista trasforma in opere d’arte firmandole con il proprio nome. Con queste sperimentazioni Manzoni offre personali riflessioni sulla società consumistica del dopoguerra italiano e, soprattutto, trasforma il corpo e i suoi elementi in opera d’arte. La mostra si focalizza su Achromes e Linee per evidenziare l’operare di Manzoni nello sviluppo di lavori che sottendono un legame intrinseco tra i “materiali” e l’idea di “infinito”. Infatti dal 1959 Manzoni cerca di concretizzare l’infinito come poi confermato anche nel suo testo Libera dimensione (1960): “Questa superficie indefinita (unicamente viva), se nella contingenza materiale dell’opera non può essere infinita, è però senz’altro infinibile, ripetibile all’infinito, senza soluzione di continuità”.

La mostra include una selezione di Achromes eseguiti tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta. “Achrome” è traducibile con “incolore”, “neutro”; la serie degli Achromes consiste in lavori prevalentemente incolori, eseguiti con una straordinaria varietà di materiali come caolino e tela, tele cucite, sassi, pallini di polistirolo espanso, fibra artificiale, polistirolo espanso e vernice fosforescente, alcuni dei quali saranno presenti in mostra. La “neutralità” e la “semplicità” compositiva di alcuni materiali sottolineano la possibilità di ripetizione e aggregazione senza fine, elementi che quasi come atomi si uniscono e si espandono all’infinito. Gaspare Luigi Marcone, curatore della mostra, sostiene inoltre: “Per Manzoni la sperimentazione totale sugli Achromes è una linea di ricerca infinita”.
Le Linee sono le prime opere tridimensionali concepite dall’artista per superare ulteriormente la bidimensionalità della pittura. La prima Linea è realizzata nella primavera del 1959 e consiste in un foglio di carta rettangolare su cui è tracciata una linea nera orizzontale. In mostra sarà visibile una Linea (1960 circa) di questa tipologia mai esposta prima. Dall’estate del 1959 Manzoni crea Linee più lunghe tracciate su fogli di carta poi arrotolati e chiusi in cilindri con un’etichetta che indica la lunghezza e la data di creazione dell’opera. Nel 1960 Manzoni radicalizza questi concetti creando vari esemplari di Linea di lunghezza infinita, semplici cilindri neri con un’etichetta che riporta: “Contiene una linea di lunghezza infinita. Piero Manzoni ’60”. Un lavoro di questa serie, raramente esposto, sarà presente in mostra. Opere per le quali, come scrive Manzoni, “l’unica dimensione è il tempo”. La mostra include anche una selezione di preziosi materiali d’archivio che testimoniano l’intensa attività espositiva dell’artista tra gli anni Cinquanta e Sessanta e la natura teoretica della sua attività di ricerca. Visibili anche alcune lettere e documenti autografi di Manzoni insieme a cataloghi, inviti e fotografie dell’artista al lavoro.