Vincenzo Agnetti

Vincenzo Agnetti è stato un artista, saggista, teorico e scrittore italiano, tra i più significativi e influenti artisti concettuali del ventesimo secolo.
Studente di poesia e arte – si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera per poi iscriversi alla scuola del Piccolo Teatro di Milano – le informazioni biografiche dei suoi primi anni rimangono opache, “dimenticate a memoria” come nelle parole dell’artista. La sua prima esperienza artistica ha luogo nella pittura e nella poesia informale, ma nei primi anni ’50 smette di dipingere. Alla fine degli anni ’50 e agli inizi degli anni ’60 Agnetti frequenta un piccolo gruppo di amici, tra cui Manzoni e Castellani, e contribuisce con le critiche alla rivista d’avanguardia Azimuth, dedicata agli sviluppi concettuali e formali della produzione artistica avanzata.
Nel 1962 si trasferisce con la sua famiglia in Argentina, dove rimane fino al 1967, lavorando nel campo dell’automazione elettronica. Questi anni sono stati caratterizzati da un rifiuto di dipingere e una scrittura prolifica. Dopo un viaggio in Arabia, Scandinavia e New York, torna a Milano e si dedica completamente all’arte. Il linguaggio è l’obiettivo principale della sua ricerca. Tutta la sua opera unisce l’arte con la filosofia e la produzione della conoscenza: piuttosto che illustrare teorie e idee, Agnetti ha cercato di integrare pienamente idea e forma.
Nel 1967 tiene la sua prima mostra personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara; l’anno successivo espone la sua Macchina drogata alla Galleria Visualità: una calcolatrice Olivetti Divisumma 14 i cui 110 numeri sono stati sostituiti da lettere che generano una poesia senza senso che raggiunge l’astrazione.
La sua riflessione sul linguaggio continua con i Feltri, “paesaggi” o “ritratti” con lettere realizzate con lo stencil e poi marchiate a fuoco o dipinte su una superficie di feltro, e Assiomi, pannelli di bachelite quadrati con osservazioni, postulati e formule criptici, paradossali .
Nel 1975 torna a New York e tiene la sua prima mostra americana nella galleria di Robert Feldman. Nello stesso anno espone le sue opere alla galleria Sonnabend di Parigi. La mostra di scultura Surplace alla galleria Toselli di Milano e la Feldman di New York risale al 1981.
Muore improvvisamente il 2 settembre 1981.
Nel 1982 il MART di Rovereto gli dedica la mostra Vincenzo Agnetti Retrospettiva (1967 – 1980).

Esposizioni

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