Salvatore Astore

Salvatore Astore nasce il 20 aprile 1957 a San Pancrazio Salentino (BR). Trasferitosi giovanissimo con la famiglia a Torino dove ancora oggi vive e lavora, si diploma al Liceo artistico della città e successivamente all’Accademia Albertina di Belle Arti.
Attivo già dagli anni Ottanta sulla scena italiana e internazionale, Astore ha privilegiato i linguaggi della scultura, della pittura e del disegno, dando vita a cicli di opere che corrispondono a periodi storici e fasi esistenziali diverse, accomunati però da un profondo desiderio di sperimentazione di tecniche e materiali legati al contesto urbano industriale, e da un interesse specifico per la condizione e il destino dell’essere umano.
Dopo una serie di lavori pittorici dedicati alle Anatomie umane e animali, nel 1984 Astore inizia a produrre un ciclo di sculture di medie e grandi dimensioni, realizzate dapprima in ferro saldato e verniciato e poi in acciaio inox, fortemente ancorate alla volontà di creare un vocabolario di forme nuove e autentiche inscritte nella logica delle strutture organiche. Le Calotte, i Container, le “Suture e Forma”, accompagnati dalle pitture intitolate Cervelli inaugurano una straordinaria stagione espositiva legata all’indagine sulla plasticità della forma, libera dai consueti autoriferimenti all’arte figurativa e incentrata sull’idea di un rinnovato interesse per l’individuo e il suo tempo.  Nel 1987, una mostra intitolata Immagine Eretta, allestita presso i magazzini di Gondrand di Torino, chiarisce i termini entro i quali si inscrivono questo nuovo “Minimalismo organico” e questo “moderno antropocentrismo”.
Astore inizia ad esporre le sue opere nella galleria di Franz Paludetto; nel 1989 a Milano, negli spazi di Valeria Belvedere. Ha partecipato nel 1992 all’esposizione Avanguardie in Piemonte 1960-90; nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma, alle mostre Generazione ’80 Anni ’90, quest’ultima a cura di Renato Barilli.
A metà degli anni ’90, l’incontro con l’artista americano Sol Lewitt, verso il quale Astore ha sempre guardato con grande interesse, incide e rafforza lo spirito della sua ricerca artistica. In anni più recenti, dopo un ciclo di lavori pittorici, la scultura è tornata protagonista nel 2008, anno in cui partecipa alla XIII Biennale di Scultura a Carrara e poi nel 2010 con una grande mostra personale intitolata C’era una Volta e una Stanza, allestita presso la Fondazione 107, a Torino. Nel 2018 la mostra Anatomico Organico Industriale, ancora alla Fondazione 107, mette in relazione il clima creativo della Torino degli anni ’80 con la ricerca artistica di Astore, Ragalzi e Stoisa.
Opere dell’artista sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.
Attualmente alcune sculture della serie Speciazione sono esposte nei Giardini della Reggia di Venaria, Torino.

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