Giuseppe Maraniello

Nato a Napoli nel 1945, frequenta l’Istituto d’Arte e poi l’Accademia di Belle Arti della sua città. Nel1971 si trasferisce a Milano dove inizia a collaborare con la galleria di Luciano Inga-Pin e dove, dal 1991 al 2003, insegna all’Accademia di Brera. Nel corso degli anni Settanta il suo interesse è volto alla fotografia, mezzo che progressivamente abbandona in favore della pittura. Gli anni Ottanta lo vedono partecipe del nuovo fermento di quegli anni, in gran parte centrato sul ritorno alla figurazione e agli strumenti espressivi tradizionali. Maraniello si discosta in parte da questa tendenza accompagnando i sui primi grandi monocromi pittorici con inserti polimaterici, soprattutto legni di recupero, e con piccole sculture in dialogo con le superfici dipinte. Le figure rappresentano la doppia figura di un centauro in lotta con la sua metà posteriore, divenendo simbolo di doppiezza intesa come stato costitutivo del soggetto. Questo richiamo al mito torna costantemente nell’opera di Maraniello come un’insistenza tematica che ritroviamo anche nell’opera scultorea, a cui si dedica già dai primi anni Ottanta. Il tradizionale bronzo però non veicola l’idea della classicità, al contrario l’opera si dispone nello spazio in modalità ardite, sospese, in equilibri studiati fra pesi e contrappesi.
Maraniello ha partecipato a tutte le mostre dedicate ai “Nuovi Nuovi” da Renato Barilli, a partire dalla prima nel 1980; nel 1990 partecipa con una sala personale alla XLIV Biennale dʼArte di Venezia e nello stesso anno espone al Palazzo della Virreina di Barcellona, al Palazzo di Cristallo di Madrid e al Matidenhohe di Damrstadt.
Nel 1993 la Galleria Civica di Trento e la Galleria dʼArte Moderna di Bologna – Villa delle Rose gli dedicano unʼampia antologica. Nel 2004 il Comune di Ischia, gli dedica una ricca antologica alla Torre Guevara, con una installazione permanente collocata nel Parco Negombo; nello stesso anno partecipa alla mostra Il bello e le bestie al MART di Rovereto. Nel 2009 viene allestita una sua grande mostra di sculture monumentali al Giardino di Boboli a Firenze e nel 2012 una personale da Lorenzelli a Milano. Espone da Marconi a Milano nel 1998, nel 2000 e nel 2015, in occasione di una grande antologica.