Gianni Caravaggio

Nato a Rocca San Giovanni (Chieti) nel 1968, presto si trasferisce con la famiglia in Germania. Lì compie studi di filosofia, prima di trasferirsi nuovamente in Italia per studiare all’Accademia di Belle Arti di Milano e dove attualmente detiene la cattedra di scultura. Allievo di Luciano Fabro condivide col maestro la scelta di rinnovare il linguaggio scultoreo adottando materiali tradizionali come i marmi policromi, abbinati però ad altri del tutto non canonici, come borotalco, carta o lenticchie. Non tradizionale è per esempio la scelta delle piccole dimensioni per la scultura e la sua collocazione, quasi sempre a terra senza bisogno di supporti. Le diverse materie assumono un valore metaforico, l’opera allude sempre, a cominciare dai titoli, alla creazione di nuovi universi di senso che l’osservatore è invitato a condivider a integrare attivando la sua propria immaginazione (Giocami e giocami di nuovo, 1996; Micromondo pisello, 1999; Attendere un nuovo mondo, 2006; Immagine seme, 2010; Sostanza incerta, 2017). Per questo artista definisce le sue opere “Dispositivi per atti demiurgici”, cioè creativi. Caravaggio espone presso gallerie come Kaufmann Repetto di Milano e New York, Paul Andriesse di Amsterdam, Tucci Russo di Torino e Torre Pellice. Ha tenuto mostre personali presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e la Collezione Maramotti di Reggio Emilia nel 2008, il Musée d’Art Moderne di Saint Etienne e il MaGa di Gallarate nel 2014.