Elisabetta Di Maggio

Nata a Milano nel 1964, vive e lavora da tempo a Venezia. La sua pratica è interamente manuale e prende ispirazione dalle minute attività attribuite al femminile come il ricamo. Una delle sue prime opere importanti è stato un corredo in carta che simulava quelli tradizionali in stoffa.
L’artista generalmente adotta bisturi da chirurgo su fogli di carta velina, foglie di vegetali piccoli o enormi, comuni o esotici, saponi e altre materia, inclusi l’intonaco delle pareti che intaglia rivelando le decorazioni sottostanti. Il minimo comune denominatore di tanta varietà sta nella volontà di visualizzare gli schemi segreti nei quali si struttura la materia vivente, dalle radici vegetali alle cellule dei tessuti animali alle traiettorie di volo delle farfalle. Microstrutture messe poi a confronto con le macro-realtà dei tessuti urbanistici quanto con l’alta tecnologia generata dai circuiti dei computer. Nel suo lavoro entrano immagini preesistenti debitamente modificate con un lavoro paziente di intaglio, anche in ceramica, quanto elementi come francobolli coi quali ricrea, in grandi dimensioni, l’effetto dei mosaici antichi. Elisabetta di Maggio ha esposto in numerose mostre collettive, al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 2005, alla Quadriennale di Roma nel 2008, all’Hangar Bicocca di Milano nel 2010, al MAMBO di Bologna nel 2013, Al Museo Poldi Pezzoli di Milano e al National Centre for Contemporary Art di Mosca nel 2015, alla Fondazione Remotti di Camogli nel 2016. Sue personali si sono tenute alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 2012 e alla Fondazione Querini Stampalia della stessa città nel 2017.